Ti capita mai di essere fisicamente in un posto – magari a cena con la famiglia o a passeggio – ma con la testa sei altrove? Magari stai ripassando una conversazione di tre giorni fa, o ti stai preoccupando per un problema che potrebbe (forse) accadere tra un mese.
Si chiama Overthinking o pensare troppo. È come avere una radio accesa al massimo volume 24 ore su 24, che trasmette solo stazioni di preoccupazione. Nel mio lavoro, vedo spesso persone sfinite non dalla fatica fisica, ma da quella mentale. Corrono tutto il giorno, ma dentro sono ferme allo stesso punto.
Oggi voglio dirti che non devi "imparare a sopportare" questo rumore. Puoi imparare ad abbassare il volume.
Non sei i tuoi pensieri
C'è una lezione fondamentale che ho imparato affrontando i miei demoni personali: noi non siamo la voce nella nostra testa. Noi siamo colui che ascolta quella voce.
Sembra una differenza sottile, ma cambia tutto. Quando ero immerso nelle mie difficoltà, credevo a tutto ciò che la mia mente mi diceva: "Non ce la farai", "È troppo difficile", "Devi controllare tutto". Ho capito, vivendolo sulla mia pelle, che la mente è uno strumento meraviglioso per risolvere problemi pratici, ma è un pessimo padrone quando si tratta di vivere le emozioni.
Perché pensiamo troppo? La trappola del controllo
Pensiamo troppo perché abbiamo l'illusione che, se analizziamo ogni dettaglio, saremo al sicuro. Crediamo che preoccuparsi equivalga a "avere il controllo". Ma è una bugia. La vita, quella vera, è imprevedibile. E va bene così.
Il Coaching Umanistico non serve a insegnarti come controllare l'incontrollabile. Serve a insegnarti come navigare nel mare, qualunque sia il tempo.
3 Strategie per uscire dalla testa ed entrare nella vita
Come si fa a scendere dalla giostra dei pensieri? Ecco tre pratiche che uso e consiglio:
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Torna ai Sensi: Quando la testa viaggia nel futuro o nel passato, il corpo è l'unica cosa che è sempre nel "qui e ora". Fermati. Cosa senti sotto i piedi? Che odore c'è nell'aria? L'acqua che bevi è fredda o calda? Tornare al corpo spegne l'allarme della mente.
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Scrivi per scaricare: I pensieri nella testa sono gassosi, occupano tutto lo spazio. Quando li scrivi su un foglio, diventano solidi, piccoli e gestibili. "Tirarli fuori" è il primo passo per non esserne soffocati.
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L'accettazione attiva: Invece di lottare contro un pensiero ("Non devo pensarci!"), prova a dirgli: "Ok, ti ho sentito. Grazie per l'avvertimento, ma ora mi occupo di altro". Non combatterlo, lascialo scorrere come l'acqua del fiume Adige.
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