Aspettando il momento perfetto: Come il perfezionismo ti sta bloccando la vita, e come smettere

Pubblicato il 13 gennaio 2026 alle ore 09:00

Hai un progetto nel cassetto da anni. Un sogno che vorresti realizzare, un cambio di carriera che vorresti tentare, o magari solo un hobby che vorresti iniziare. Ma non lo fai. Perché? La risposta che ti dai di solito è: "Non sono ancora pronto", oppure "Devo aspettare il momento giusto", o ancora "Prima devo sistemare quest'altra cosa".

Benvenuto nella trappola dorata del Perfezionismo. Allo Studio Nexus, incontro spesso persone dal potenziale incredibile che sono ferme al palo. Non perché non sappiano cosa fare, ma perché hanno il terrore di farlo in modo imperfetto.

Oggi voglio svelarti un segreto che ho imparato a caro prezzo: il momento perfetto non esiste. Esiste solo il momento presente.

Il Perfezionismo non è una virtù, è paura mascherata

Siamo abituati a pensare al perfezionismo come a un pregio: "Avere standard alti". Nel Coaching Umanistico, guardiamo cosa c'è sotto il tappeto. Spesso, sotto la ricerca della perfezione, si nasconde una profonda paura del giudizio o la paura di fallire.

Il ragionamento inconscio è: "Se lo faccio perfetto, nessuno potrà criticarmi. Se non posso farlo perfetto, meglio non farlo affatto." Il risultato? La Procrastinazione. Rimandiamo all'infinito per evitare il rischio di sbagliare. Ma così facendo, rimandiamo anche la nostra vita.

La mia lezione: L'azione cura l'ansia

Nel mio percorso personale, ho passato anni a studiare, prepararmi, analizzare. Ero un teorico della vita. Ma ero fermo. La svolta è arrivata quando ho capito che stavo usando la "preparazione" come un nascondiglio. Ho dovuto accettare che l'unico modo per imparare a nuotare è buttarsi in acqua, anche se lo stile è goffo.

Ho affrontato i miei demoni dell'insicurezza iniziando a fare cose "imperfette". Ho lanciato progetti non finiti, ho scritto testi con qualche refuso, ho fatto tentativi che sono falliti. E sai cosa? Il mondo non è crollato. Anzi. Ho imparato più dai miei "fallimenti imperfetti" che dai miei "sogni perfetti" rimasti nel cassetto.

3 Regole per passare dal "Pensare" al "Fare"

Se sei bloccato nella paralisi dell'analisi, ecco come uscirne:

  1. La regola del "Buono Abbastanza" (70%): Smetti di puntare al 100%. Punta al 70%. Un progetto fatto al 70% e pubblicato oggi vale infinitamente di più di un progetto perfetto che non vedrà mai la luce. La perfezione è nemica del progresso.

  2. La regola dei 5 minuti: Il compito ti sembra una montagna insormontabile? Datti il permesso di lavorarci solo per 5 minuti. Spesso, la parte più difficile è iniziare. Una volta superata l'inerzia iniziale, è facile continuare.

  3. Cambia la definizione di Fallimento: Sbagliare non significa che tu sei sbagliato. Significa che hai raccolto dei dati. Il fallimento non è l'opposto del successo, è parte del processo di apprendimento.

Studio Nexus: Il tuo laboratorio

Il mio studio a Verona non è un tribunale dove si giudicano le tue performance. È un laboratorio. Un luogo sicuro dove puoi sperimentare, sporcarti le mani, tentare strade nuove e, sì, anche sbagliare. Perché è solo agendo che scopri chi sei e cosa sei capace di fare.

Non aspettare di sentirti pronto. La sensazione di "essere pronto" arriva dopo che hai iniziato, non prima.

Hai un sogno nel cassetto che sta facendo la muffa? Tiriamolo fuori insieme. Contattami e trasformiamo l'idea in azione.

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